F.A.Q. (Frequently Asked Questions)

Cos'è la stampa 3D?

La stampa 3D è un processo di fabbricazione basato sulla tecnologia di produzione additiva (addictive manufacturing) in cui un oggetto viene creato aggiungendo del materiale, in contrapposizione alla classica tecnica di produzione sottrattiva dove il materiale viene asportato tramite un utensile (come nelle macchine utensili quali fresa, tornio ecc..) In particolare la stampa 3D più diffusa è quella che si basa sul principio del Fused Filament Fabrication o Filament Deposition Method (FFF o FDM) che consiste nella deposizione successiva di strati lungo l'asse verticale Z di un filamento plastico fuso.
Il filamento viene steso in maniera controllata generando un singolo strato (layer); strato dopo strato viene creato un oggetto tridimensionale. Questo è il processo su cui si basa la stampante 3D BadPrinter2.

Quali materiali posso stampare con la BadPrinter2?

La BadPrinter2 è in grado di stampare numerosi materiali plastici. Il più comune e il più usato è il PLA (PolyLactic Acid); è un materiale bioplastico ottenuto generalmente dal mais; è biodegradabile, non emette odori e fumi sgradevoli durante la stampa e ha ottime proprietà meccaniche. Si presta molto alla stampa 3D poiché, oltre ad essere più Eco-friendly dell'ABS o di altre plastiche, ha un coefficiente di dilatazione termica molto bassa e quindi si "ritira" molto poco durante il raffreddamento; questo permette di evitare quasi completamente il fenomeno del warping.
E' un ottimo materiale per una moltitudine di applicazioni, prototipazione, design, produzione meccanica dove non sia richiesto un impiego gravoso o carichi particolarmente intensi. Molte delle parti plastiche della BadPrinter2 sono stampate esse stesse in PLA.
L'ABS (Acrilonitrile butadiene stirene) è la seconda plastica di uso più comune che deriva dalla raffinazione e lavorazione del petrolio. Non è biodegradabile, si fonde a temperatura più alta e durante la stampa può emettere degli odori sgradevoli (il classico odore di plastica bruciata) e si consiglia quindi di utilizzare la stampante in un ambiente areato. L'ABS ha ottime caratteristiche meccaniche, ma "soffre" del problema del ritiro del materiale durante il raffreddamento, dando vita al fenomeno del warping (gli strati sottostanti si raffreddano e si ritirano generando una curvatura vistosa nella base degli oggetti) Per ovviare a questo problema si cerca di mantenere il pezzo il più caldo possibile (o ad una temperatura il più possibile uniforme) tramite l'uso del piatto riscaldato fornito con la BadPrinter2. Recentemente, altri materiali "tecnici" sono stati presentati sul mercato come l'HIPS (High Impact PolyStirene) o il PETG (Polyethylene Terephthalate Glycol: un copolimero termoplastico simile a quello delle classiche bottiglie di plastica). Questi materiali offrono caratteristiche comparabili all'ABS senza però i lati negativi (odore e warping) dell'ABS. La stampante BadPrinter2 è in grado anche di stampare numerosi altri tipi di plastiche poichè ha una testa di stampa interamente in metallo in grado di raggiungere i 295° gradi offrendo una grande flessibilità: materiali "caricati" come la pasta di legno, il gesso, la fibra di carbonio oppure materiali speciali come il Nylon o elastici come il TPU (Thermoplastic Polyuretan) e il TPC (Thermoplastic Copolyester) che permettono di creare oggetti flessibili e guarnizioni.

A cosa può servirmi una stampante 3D?

Ci sono una moltitudine di applicazioni e campi in cui la BadPrinter2 può essere un valido strumento di lavoro, riducendo costi e tempi di prototipazione e progettazione; i principali sono:
Prototipazione meccanica: Il primo e forse più evidente utilizzo di questa tecnologia (denominata proprio prototipazione rapida) è quello di realizzare velocemente un oggetto fisico e tangibile da un modello CAD meccanico in breve tempo rispetto ai metodi tradizionali di prototipazione; durante il processo di sviluppo della BadPrinter2 abbiamo sperimentato noi stessi quanto questa tecnologia fosse in grado di farci risparmiare tempo, denaro e permettesse di correggere eventuali errori di progetto potendo "toccare con mano" l'oggetto disegnato a PC per testare, ad esempio, il corretto assemblaggio delle parti.
Abbiamo prototipato parti che, successivamente, sono state realizzate in metallo con frese o torni CNC, ma, avendo sperimentato in precedenza le parti prototipate in plastica, eravamo sicuri che l'oggetto finale sarebbe stato esente da difetti. Questo approccio permette di accorciare enormemente la catena di sviluppo da una idea alla sua realizzazione.
Design: L'approccio legato alla prototipazione non è solo quello meccanico, ma anche quello legato al design. Un designer può creare una moltitudine di varianti a basso costo di un oggetto creato a PC; può toccarlo, vederlo, apprezzarne la geometria "dal vivo" permettendo, anche in questo caso di accorciare il passaggio tra l'idea e la realizzazione
Piccola produzione: A volte è necessario produrre degli oggetti in plastica (contenitori, box per schede elettroniche, parti meccaniche), ma non si ha la necessità di produrre un numero tale di pezzi da giustificare la realizzazione di uno stampo per iniezione; la stampante 3D può essere utilizzata in questo ambito come macchina per piccole produzioni di oggetti in plastica. La presenza di materiali tecnici e la versatilità della macchina permettono di creare pezzi finiti e pronti alla vendita/installazione.
Modellismo: Da modellisti abbiamo potuto apprezzare la stampante 3D come ottimo strumento per la realizzazione di parti per i nostri modelli radiocomandati, così come di scenari o elementi per la realizzazione di terreni per il modellismo statico e il wargaming. Abbinando le tecniche classiche di pittura e modellazione / scultura con le tecniche avanzate di modellazione al PC.
Educativo: La stampa 3D è indubbiamente una tecnologia "del futuro"; prenderà sempre più piede e creerà nuove figure nell'ambito lavorativo come lo "stampatore", ma anche il disegnatore CAD a livelli sempre più elevati. La stampante 3D è un ottimo strumento educativo per insegnare ai ragazzi, nelle scuole così come nel privato, ad utilizzare un software di modellazione, ad approcciare un problema da risolvere, ad imparare a programmare e all'utilizzo di uno strumento affascinante che permette di trasformare le idee in oggetti.
Altri campi: Quelli che abbiamo elencato sono solo alcuni dei principali campi, ma è proprio il caso di dire che il limite è solo la fantasia.

Qual'è la peculiarità della BadPrinter2 rispetto alle altre stampanti?

Se dovessimo riassumere tutte le caratteristiche della BadPrinter2 in una sola parola sarebbe "qualità".
Qualità di stampa prima di ogni altra cosa; ogni soluzione adottata, ogni dettaglio curato della macchina è stato rivolto ad ottenere una stampa di qualità, sia visiva che dimensionale. Un pezzo stampato non deve essere solo "bello" da vedere o "liscio" da toccare, è molto importante che rispetti il modello 3D che è stato creato poichè questo è un aspetto molto importante nella prototipazione meccanica. Il pezzo deve avere le dimensioni corrette (entro la tolleranza permessa dal processo di stampa), deve poter creare facce regolari, così come fori perfettamente tondi, ecc...
Per ottenere questo, la macchina lavora con guide lineari industriali su tutti gli assi, una struttura solida e robusta in acciaio saldato, un piatto di alluminio fresato da 8 mm e un piano di stampa da 5 mm in vetro; questi aspetti, combinati, generano una macchina priva di giochi e vibrazioni e queste caratteristiche si traducono in qualità finale della stampa.

La BadPrinter2 è facile da utilizzare?

In generale sì, la procedura di stampa è piuttosto lineare e strutturata, ma la BadPrinter2 è a tutti gli effetti una piccola macchina utensile (come ogni stampante 3D) e richiede un minimo di pratica prima di poter ottenere il massimo delle performance. E' doveroso ricordare che la stampa 3D è un processo complesso e che, anche con la macchina più precisa e il filamento migliore, i risultati possono non essere quelli attesi soprattutto per chi è alle prime armi.
La curva di apprendimento è comunque piuttosto minima, i profili forniti e il manuale di istruzioni forniscono tutte le informazioni di base per imparare: il trucco è non scoraggiarsi, l'esperienza e gli errori aiutano a migliorare sempre più il risultato. Si impara piano piano a conoscere la "propria" stampante e a riconoscerne il comportamento anche solo ascoltandola. Questo è parte dell'aspetto più artistico e artigianale della stampa 3D, quella parte umana che sta tra il modello 3D e la stampante.

Perchè la BadPrinter2 ha due teste di stampa?

Poichè è possibile, tramite una particolare configurazione, stampare oggetti con due colori o due materiali differenti. In particolare, l'utilizzo della testa ausiliaria è molto utile se si utilizza il PVA.
Il PVA (PolyVinil Alcool) è un filamento stampabile con una particolare proprietà, quella di essere solubile in acqua, quindi è possibile utilizzarlo per creare “supporti” agli overhang (le parti "a sbalzo" nel vuoto come, per esmpio, il balcone di una casa) del pezzo utilizzando il secondo estrusore. I supporti creati in questo modo sono facilmente rimovibili e questo apre notevoli possibilità di stampa di parti altrimenti “impossibili” con le tecniche tradizionali.

Quale è la risoluzione massima della stampante?

La stampante ha una precisione di posizionamento estremamente elevata: meno di 7 micron (0,007 mm) per X / Y e meno di 1 micron (0,001 mm) in Z. Questo si traduce in una ottima qualità dimensionale e di finitura del pezzo. Solitamente con il termine generale di "risoluzione di stampa" si intende la minima altezza del layer (lungo l'asse Z); la BadPrinter2 è in grado di stampare fino a 50 micron (0,05 mm) con l'ugello standard da 0,4 mm. E' possibile scendere fino a 30 micron con ugelli di piccola dimensione come lo 0,25 mm. E' importante anche la risoluzione "minima" stampabile, in caso di oggetti di grosse dimensioni; con il nozzle opzionale da 0,8 mm è possibile stampare layer da 0,5 mm di altezza (il limite in questo caso non è più la precisione di posizionamento, ma la capacità della macchina di "processare" molto materiale estruso nell'unità di tempo).

C'è la possibilità di utilizzare nozzle di dimensione differente?

Sì, la BadPrinter2 viene fornita con un nozzle standard da 0,4 mm che garantisce delle buone prestazioni di velocità e precisione per la maggior parte delle stampe.
Per applicazioni specifiche è possibile sostituire il nozzle o, meglio ancora, poter sostituire la testa completa in modo da velocizzare il passaggio da una configurazione ad un'altra. Questa versatilità è garantita da teste di stampa rimovibili in maniera molto semplice poichè collegate meccanicamente tramite un collare standard ed elettricamente tramite un singolo connettore.
Per stampe di precisione ed alta qualità (per poter ridurre quindi la larghezza del "tratto" di stampa, ma anche l'altezza del layer) è possibile utilizzare i nozzle 0,35 mm, 0,3 mm o il minuscolo 0,25 mm.
Per poter stampare materiali speciali "caricati" come la pasta di legno è necessario utilizzare un nozzle da 0,6 mm poichè le particelle in sospensione nel filamento potrebbero ostruire il nozzle da 0,4 mm.
Per stampare oggetti di grosse dimensioni in breve tempo è necessario estrudere una grande quantità di materiale ed è quindi possibile utilizzare un nozzle da 0,8 mm.

Come funziona il sistema H-Bot?

Il sistema H-Bot è il sistema cinematico su cui è basato il posizionamento X/Y del carrello di stampa. E' un sistema che si definisce in "cinematica inversa", ovvero non c'è un singolo motore che corrisponde ad un singolo asse, ma è il movimento combinato dei due motori, opportunamente gestito dal firmware della macchina, a gestire il posizionamento corretto.
Il vantaggio di questo sistema risiede nell'avere entrambi i motori "A" e "B" statici e vincolati al telaio mentre il carrello viene trascinato tramite l'utilizzo di una sola cinghia. Questa soluzione offre una alta velocità di movimento mantenendo la precisione; inoltre le parti sollecitate sono poche e la meccanica è semplice riducendo l'usura e la fatica delle parti e facilitando l'eventuale manutenzione.

Cosa è il sistema Bowden?

Viene definito bowden il piccolo tubo in teflon che collega il sistema "spingi filamento" all'estrusore vero e proprio. Questo tubo permette il disaccoppiamento della parte pesante (motore) dello spingifilo dalla parte leggera (l'estrusore) che viene movimentata. Il vantaggio è di avere una macchina che ha masse in movimento ridotte; questo è un vantaggio per avere oggetti stampati privi di artefatti quali il "ringing" dovuto alle eccessive vibrazioni.

Cosa sono i file STL?

Un file STL (STereo Lithography interface format oppure Standard Triangulation Language) rappresenta un solido la cui superficie è stata discretizzata in triangoli. Il file .stl è il formato di file più utilizzato per descrivere l'oggetto tridimensionale che verrà stampato.
Tutti i software di slicing (Cura, Slic3r, Kisslicer, etc.) leggono almeno i file .stl come input geometrico (oltre ad altri formati meno usati quali .obj, .dae, ecc..). La maggior parte dei CAD meccanici, di design e di modellazione 3D esportano i file in formato .stl; questo significa che potrete stampare, virtualmente, oggi oggetto creabile con il vostro software CAD preferito.

Cosa è il GCode?

Il GCode è il codice di movimento della macchina; è un file che viene generato dal software di slicing a fronte della elaborazione del file 3D (stl). Contiene i comandi e i percorsi che la stampante dovrà eseguire per creare il pezzo.
Il firmware della stampante 3D leggerà sequenzialmente il file e si occuperà di muovere la macchina, regolare le temperature degli estrusori e l'avanzamento del filamento secondo i parametri impostati.

La BadPrinter2 stampa in maniera indipendente?

Certamente, la BadPrinter2 può essere connessa e gestita da un PC tramite la connessione USB, ma è fornita anche di una semplice interfaccia e display grafico, oltre ad una porta per SD card.
Dall'interfaccia è possibile gestire tutte le funzionalità di stampa e movimentazione della macchina; le indicazioni del display sono di semplice lettura, così come l'uso dei menù. Sfruttando l'SD card è possibile "lanciare" le stampe senza necessità di avere una connessione permanente ad un personal computer; è sufficiente l'alimentazione elettrica alla macchina.

Quali sono i tempi di consegna della stampante?

BadDevices si impegna a mantenere i tempi di produzione e consegna delle macchine il più contenuti possibile.
La BadPrinter2, però, è una macchina costruita artigianalmente prestando molta cura alla qualità costruttiva ed effettuando tutti i collaudi necessari prima della consegna. Questo si traduce in tempi di consegna che possono variare dalle tre alle quattro settimane dalla data dell'ordine.

La stampante viene fornita con il software e i profili di stampa?

La BadPrinter2 è compatibile con qualsiasi software di slicing in grado di generare un gcode compatibile con il firmware Marlin. BadDevices suggerisce l'utilizzo del software Cura che è molto semplice ed intuitivo oltre che potente. Nella SD card fornita sono presenti i profili di stampa per i materiali più comuni oltre che per diverse "qualità" di stampa, da 0.1 mm a 0.3 mm. I profili (e futuri aggiornamenti degli stessi) sono anche disponibili al download nella apposita sezione di questo sito.

Il firmware è open source?

Il firmware della BadPrinter2 è una versione customizzata del famoso firmware open source Marlin; in accordo alla filosofia open source, questo firmware viene ridistribuito all'interno della SD card ed è anche disponibile al download nella apposita sezione di questo sito.

Posso stamparmi le parti di ricambio della BadPrinter2?

Assolutamente sì; tutte le parti stampate della macchina sono fornite sottoforma di modello tridimensionale (STL) nella SD card insieme alla macchina e sono anche disponibili al download nella apposita sezione di questo sito.

Che manutenzione richiede la macchina?

La manutenzione della BadPrinter2 è molto semplice e richiede poche attenzioni specifiche. La costruzione solida e il piatto di stampa robusto richiedono raramente un ri-allineamento del piano di stampa (che comunque può essere effettuato facilmente tramite le apposite manopole).
Anche per quanto riguarda la parte meccanica è richiesto saltuariamente solo l'ingrassaggio delle barre e della madrevite dell'asse Z per mantenere in efficienza le parti in movimento.
In genere l'unico elemento che si deteriora (per i depositi e residui plastici) o che si consuma (per l'atrito con il materiale estruso) è il nozzle di stampa che può comunque essere sostituito facilmente ed ha un costo contenuto; comunque la necessità di sostituire il nozzle avviene, in genere, solo dopo una intensa attività di stampa.

Per qualsiasi domanda non coperta in questa sezione potete scriverci ai contatti presenti nell'apposita sezione del sito; faremo il possibile per rispondere ai vostri quesiti.